Straordinaria è la produzione di funghi porcini e del pregiato tartufo nero di Bagnoli Irpino noto ed apprezzato fin dall'antichità. Da Apicio a Giovenale, dal Della Porta al Cavalcanti, la storia della gastronomia è ricca di citazioni e ricette a base del prezioso tubero (Tuber Mesenterium) che ha trovato un perfetto habitat negli immensi boschi di faggio che circondano le montagne irpine in simbiosi con querce, betulle, noccioli, pino nero.

Il tartufo nero è considerato una sentinella dell’ambiente perché non cresce in terreni inquinati e da millenni è un raffinato complemento della gastronomia più ricercata, con un aroma intenso ed inconfondibile che ricorda l’acido fenico.

Al tartufo nero, la città di Bagnoli Irpino dedica una sagra nel mese di Ottobre durante la quale si gusta in abbinamento ai piatti della cucina locale: grattugiato sulla pasta fatta a mano o sui tipici ravioli ripieni di ricotta, o nella tipica insalata Bagnolese tagliato a fette sottili con olive e “pepaine” (peperoni sott’aceto).
