La provincia di Avellino, oltre a quello naturalistico, vanta un invidiabile patrimonio artistico, storico ed archeologico che la pone tra le più sorprendenti realtà turistiche appenniniche.
In particolare, i poli archeologici dove è possibile compiere un viaggio nell’antichità, ripercorrendo strade e luoghi tracciati dall'età preistorica al Medioevo, sono quattro.
Un percorso turistico-archeologico della provincia irpina non può non muovere i passi dall’antica Abellinum, la civitas che ha dato il nome alla città capoluogo. Il parco archeologico si trova nel comune di Atripalda, a pochi chilometri da Avellino. All'interno del Parco è possibile visitare la cinta muraria, alcuni edifici pubblici, quali l'anfiteatro e le terme, eretti in epoca augustea., ed una domus di età imperiale.
Spostandosi lungo la via Appia, in direzione di Benevento, si possono raggiungere gli scavi archeologici di Aeclanum, nel comune di Mirabella Eclano.
Il centro di Aeclanum cominciò a svilupparsi intorno al III secolo a.C. ma è certo che già in epoca paleocristiana l’area fosse abitata.
Lasciando Mirabella Eclano e percorrendo l’autostrada A16 Napoli-Bari (in direzione del capoluogo campano) con uscita a Baiano, si raggiunge il comune di Avella, sul cui territorio insiste il parco archeologico dell’antica Abella, un centro particolarmente attivo intorno all’VIII secolo a.C. e di cui oggi restano, purtroppo, poche tracce: su tutte l’anfiteatro ed alcuni resti della cinta muraria.
L’ultimo parco archeologico irpino si trova nel comune di Conza della Campania, uno dei centri maggiormente colpiti dal terremoto del 1980, in seguito al quale sono venuti alla luce, nell’area occupata dal centro del paese, i resti dell’antica Compsa, quello che fu uno delle più brillanti centri degli Hirpini.
Nella città di Avellino è possibile visitare il Museo archeologico provinciale dove sono conservati i principali reperti materiali provenienti da tutte il terriotrio irpino.
