Terra di colori, suoni e tradizioni

Sontuose e suggestive processioni, danze rituali la cui origine si perde in passaggi di fede e cultura, ma che mantengono nei secoli la propria identità di segno, del gesto, della musica. Architetture di paglia che avvicinano il popolo al cielo, doni rituali vestiti di festa, ex voto dell’anima verso il cielo. Un patrimonio rituale che conserva i segni della Magna Grecia, del passato pagano, della forte ed affascinante storia culturale, artistica, architettonica di una terra dove la solidità contadina incontra la leggerezza della magia. Questo che si rappresenta è un itinerario “temporale“ distribuito nei mesi dell’anno.

Le sette Madonne e Mamma Schiavona

Sette Madonne, sette ritmi di tammorra, sette danze per chiedere che l’avvocata di ogni disperazione interceda presso suo figlio perché si compia il miracolo della pacificazione. La Madonna in Campania si prega con la danza, con la musica, con il canto. Le sette Madonne si festeggiano in queste date (quella di Montevergine due volte, apre a chiude il calendario): Candelora, Madonna di Montevergine, 2 febbraio a Montevergine (Av), festa della Madonna dell’Arco, lunedì dopo Pasqua (in Albis) a S.Anastasia (NA), festa della Madonna delle Galline, domenica dopo Pasqua a Pagani (SA), festa della Madonna di Castello, 3 maggio a Somma Vesuviana (NA), festa della Madonna dei Bagni, domenica dell’Ascensione a Scafati (SA), festa della Madonna dell’Avvocata, lunedì dopo la Pentecoste a Maiori (SA), festa della Madonna di Materdomini, 14 agosto a Nocera Superiore (SA) e di nuovo la festa della Madonna di Montevergine, il 12 settembre.

La Candelora

Sono due gli appuntamenti al Santuario di Montevergine che conservano forti i segni della storia pagana. Il primo è quello della Candelora, festa della luce che ricorre il 2 febbraio, giorno in cui Maria presenta Gesù al tempio perché non più impura dopo 40 giorni dal parto.

In questo giorno per tradizione salgono al santuario molti fedeli che festeggiano la Madonna (detta mamma schiavona perché nera, quindi slava) e tra questi vi sono molti “femminielli” (così a Napoli vengono detti i travestiti ed i trans). La festa, oltre alla cerimonia di fede in cui tutti seguono la funzione religiosa ed accendono i ceri benedetti alla Madonna, ha un suo lato folkloristico ereditato dalla tradizione pagana. Sul sagrato e nel cortile del santuario tante “paranze” intonano canti su tamburo e molti devoti ballano la tammurriata.

La juta

Nella notte tra l’11 ed il 12 settembre inizia il pellegrinaggio a piedi verso il santuario di Montevergine. La salita, che in dialetto diventa Juta è una tradizione antica.

Si saliva e si sale a piedi per espiare i propri peccati e per donare la propria fatica alla Madonna nel giorno della sua festa. Oggi molti continuano a salire a piedi tagliando la montagna in un percorso ricco di suggestioni (lungo il percorso c’è la sedia della Madonna, un poggio di pietra su cui si dice si fosse fermata a riposarsi la madonna stanca).

Da alcuni anni la sera dell’11 si tiene una festa ad Ospedaletto d’Alpinolo (che è lungo il percorso della juta) per ricordare gli antichi fasti dei grandi pellegrinaggi di un tempo.

Il volo degli Angeli a Prata Principato Ultra

Il sabato e la domenica dopo Pasqua, nel piazzale antistante la antichissima basilica paleocristiana di Prata, si svolge una festa in onore della Madonna Annunziata. Due bambine vestite da angeli vengono sospese in aria per mezzo di speciali cavi tesi fra la finestra campanaria della basilica dell’Annunziata e un grosso albero al centro della piazza antistante; lanciano petali di fiori e cantano una nenia di saluto alla Madonna.

 Il pane miracoloso e le bambine d’oro “spunzatrici” di Castelvetere

Ogni 28 aprile a Castelvetere sul Calore si celebra la festa della Madonna delle Grazie. Una singolare processione vede protagoniste delle bambine di circa otto anni con l’abito della festa completamente coperto di monili d’oro che sfilano per le vie del paese dietro la statua della Madonna. Dopo la processione le bambine iniziano il giro di tutte le abitazioni con il loro cesto pieno di pane in onore della Madonna (per questo si chiamano dispensatrici).

La sfilata delle congreghe di Montella

Nell’occasione della festa della SS.Trinità – tra la Pentecoste e il CorpusDomini – le dodici congreghe di Montella partecipano a una manifestazione religiosa.

La sfilata deriva da un ricordo storico datato 1779, quando dopo un lungo periodo di siccità gli abitanti di Montella decisero di portare in processione il simulacro di S.Salvatore posto all’interno del santuario: dopo intense preghiere finalmente si mise a piovere.

I Battenti di Mugnano del Cardinale e il culto di Santa Filomena ed I Battenti di San Pellegrino ad Altavilla Irpina

Ogni anno il 10 Agosto a Mugnano del Cardinale si svolge una festa in onore di Santa Filomena. I protagonisti di questa ritualità festiva sono i “battenti”: si tratta di fedeli così chiamati per il fatto che battono continuamente i piedi a terra in modo ritmico e cadenzato. Sono scalzi e indossano un costume tradizionale. Il 24 Agosto ad Altavilla Irpina viene ricordato con una toccante manifestazione S. Pellegrino, martire cristiano al tempo dell’imperatore Comodo (192 d. C.). Anche il Santo di Altavilla è venerato attraverso la processione rituale dei Battenti.

L’ Opera di San Michele a Tufo

La Grotta di San Michele Arcangelo profonda più di 50 metri, nelle cui pareti in pietra sono visibili i solchi prodotti dallo scorrere dell’acqua è luogo di antica devozione e rappresentazioni della fede nel comune di Tufo. Ogni anno, l’8 di maggio, a Tufo, in occasione dei festeggiamenti per San Michele Arcangelo, santo patrono del paese, ha luogo la sacra rappresentazione dell’ “Opera di San Michele”, che racconta in musica e versi la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso, operata da San Michele Arcangelo.

Le maggiaiole di Sant’Andrea di Conza

Sono chiamate Maggiaíole le ragazze di S. Andrea di Conza che, l’ultimo sabato di maggio, si recano in processione alla Cattedrale di Conza per venerare la Madonna della Gaggia. Chiedono alla Vergine la grazia di trovare un buon fidanzato.

Il Coro delle Verginelle a Bagnoli Irpino

Verso la metà di giugno, durante i festeggiamenti dedicati all’Immacolata, viene allestito l’artistico Carro, con i bambini vestiti da angeli e altre figure religiose, che attraversa le vie del paese. Al termine del cammino il corteo si ferma nella piazza principale e le bambine vestite da “Verginelle”, innalzano un inno alla Madonna.

I Cavalieri di Sant’Anna a San Mango sul Calore

Nel giorno della festa di Sant’Anna, il 26 Luglio, S.Mango sul Calore celebra un appuntamento che si tramanda da secoli: una sfilata di cavalieri in costume d’epoca, in groppa a cavalli addobbati con nastri multicolori. I cavalieri hanno sacchetti pieni di confetti, che lanciano sulla folla lungo tutto il tragitto.

La festa del Mayo sparato a Baiano

Baiano è la sede della festa in onore di S. Stefano, protagonista della quale è il“Majo”: l’albero a cui è dedicata una pittoresca e chiassosa manifestazione che dura due giorni, dal 25 al 26 dicembre.

I Riti del Fuoco

In Irpinia, il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, in moltissimi paesi vengono accesi falò propiziatori. A Nusco, la notte dei Falò, attira migliaia di persone. Il rito di origine pagana è un ringraziamento per i raccolti della stagione trascorsa e segna pure l’apertura del periodo carnevalesco: “sant’ntuono maschere e suono”. A riscaldare la serate invernali, balli, canti, vino, salsicce , carne di maiale e scamorza alla brace. Nella città capoluogo, Avellino, resiste la tradizione popolare dei falò di San Ciro, il 31 gennaio. Suggestivo è invece l’incendio della Cattedrale di Ariano Irpino, che si svolge ad agosto, dopo le commemorazioni religiose del “Dono delle Sacre Spine”, che è la celebrazione dell’offerta delle spine appartenenti alla Corona di Cristo da parte di Carlo D’Angiò al Vescovo di Ariano. L’incendio alla cattedrale rievoca l’assalto alla città.

 Gialli obelischi di paglia

Tradizionali e caratteristiche sono le feste del carro che si svolgono nella zona dell’Ufita e della Baronia in Irpinia.

A Mirabella Eclano, il sabato che precede la terza domenica di settembre, si svolge la tirata del carro di paglia, obelisco alto oltre 25 metri, diviso in sette piani; è una struttura in legno rivestito da pannelli di paglia lavorata artisticamente e dedicato alla Madonna Addolorata. Gli obelischi sono portati in processione anche a Flumeri in onore di San Rocco il 15 e 16 agosto, a Villanova del Battista e a Fontanarosa il 14 agosto.

I Carnevali Irpini

Il Carnevale in Irpinia vanta una tradizione antichissima. Il periodo, storicamente, prende il via il 17 gennaio, giorno in cui il calendario romano ricorda la figura di Sant’Antonio Abate.

Musiche, balli, maschere assumono, in ogni zona della provincia di Avellino, caratteristiche uniche che rendono il periodo del Carnevale particolarmente attraente ed interessante.

Le rappresentazioni del Carnevale in Irpinia hanno una loro connotazione strettamente legata al territorio, momenti di folklore che richiamano antichi riti della civiltà contadina, usi e costumi che, nel tempo, si sono tramandati di generazione in generazione. Il clou della festa si svolge, normalmente, nel mese di febbraio allorquando, in quasi tutti i paesi si svolgono manifestazioni ad hoc, con l’intera popolazione che partecipa sia alla preparazione che allo svolgimento delle rappresentazioni.

Il Carnevale di Montemarano

Le origini del Carnevale montemaranese sono antichissime. Caratteristica principale del Carnevale che si svolge nei giorni che precedono le Ceneri è la spontaneità della festa, che coinvolge tutti gli abitanti del paese. I “caporabballo” (capo del ballo) guidano un corteo di maschere festanti che invade le vie del paese, procedendo in processione accompagnato dal ritmo incalzante della caratteristica tarantella montemaranese.

 Le rappresentazioni carnevalesche, la zeza, il laccio d’amore, “i misi”

In una vasta area dell’Avellinese e del Salernitano le celebrazioni del Carnevale assumono, pur nelle varianti locali, caratteristiche comuni. Si possono osservare nei diversi carnevali rappresentazioni quali: la Rappresentazione dei Mesi; la danza del “laccio d’amore”; la Condanna, la Morte e le Esequie del Carnevale e, soprattutto, l’esecuzione della “Canzone di Zeza”.

Quest’ultima è una rappresentazione interamente cantata e danzata con protagonisti Pulcinella, la moglie Zeza, la figlia Porzia e il suo pretendente don Zenobio. A Bellizzi, frazione del comune di Avellino, (come a Mercogliano, Forino, Cesinali San Biagio di Serino – la Zeza, è caratterizzata dal fatto che le maschere femminili sono interpretate da uomini travestiti.

Nel Vallo Lauro–Baianese, in particolare nei comuni di Pago del Vallo di Lauro, Quindici, Lauro, Domicella, Taurano, Sperone, Baiano, si festeggia il Carnevale con le rappresentazioni del “laccio d’amore” e dei “i misi”. Il laccio d’amore è una ballata popolare, intorno a un palo dal quale pendono 24 nastri colorati che vengono intrecciati danzando, che rimanda alla fertilità agricola a alla fecondità umana. I “Misi” sono personaggi variamente mascherati che proclamano a viva voce i caratteri dei mesi dell’anno.

In Alta Irpinia, invece si evidenziano due Carnevali diversi tra loro. A Paternopoli, sfilano i carri allegorici. La chiamano già la “Viareggio dell’Irpinia”, per gli splendidi carri allegorici realizzati con tecniche di lavorazione della cartapesta, della creta e del ferro. 

Il carnevale di Teora inizia con la sfilata della maschera tipica teorese, “Li squacqualacchiun” che percorrono le strade del paese per portare fortuna e buon umore.

Esemplare originale di queste maschere è custodito al museo delle feste e tradizioni popolari di Caserta. In occasione della festività carnevalesca, a Teora si organizza la sagra delle Tomacelle, piatto tipico di maiale e taralli.

Eventi culturali

L’Irpinia si caratterizza sempre più come luogo cardine per lo sviluppo e la promozione delle forme artistiche e di comunicazione legate alla musica.

Il borgo di Capocastello di Mercogliano ospita nel mese di Luglio il Festival Internazionale degli artisti di strada denominato Castellartementre in centro si svogle il Mercogliano Music Festival.

Sempre nel parco del Partenio, a Summonte, nel mese di Luglio, si svolge la Rassegna internazionale di Musica Etnica Sentieri Mediterranei. La rassegna accomuna alla musica espressioni artisticofigurative e profonde tradizioni locali, come mostre dei prodotti tipici.

Cairano 7x: paesi, paesaggi, paesologia, che si svolge in giugno, nella prima settimana dell’estate, è invece un evento che ospita, artisti, musicisti, poeti, scrittori, architetti, filosofi che attraverso laboratori, incontri, scambi popolano per una settimana intera il borgo di Cairano. Ospitati nelle case dei cittadini, gli invitati ragionano e praticano esempi concreti di buone pratiche al fine di individuare azioni e soluzioni per il “riabitare” i paesi dell’entroterra appenninico nell’ottica dei concetti chiave dello Sviluppo Sostenibile.

Altro Festival di caratura internazionale è l’Ariano Folk Festival, cinque giorni, nella seconda parte del mese di agosto, dove il meglio della world music internazionale si incontra e si esibisce ai piedi del castello normanno di Ariano Irpino.

Come polo della musica elettronica ed alternativa l’Irpinia offre due manifestazioni di rilevante successo. Interferenze news arts festival ‘Naturalis electronica’ è un festival internazionale di suoni, arti visive e nuovi media, che in modo itinerante, si immerge completamente nelle zone più caratterizzate da un punto di vista paesaggistico.

Flussi.eu digital transitions nasce come sguardo sulla realtà della cultura digitale, tipica della nostra epoca, e tenta di creare un canale di comunicazione tra uomini e tecnologie nonché tra gli uomini mediante le tecnologie.

Di tradizione consolidata, a Taurano sono ormai gli Incontri Internazionali del folklore, che nella prima metà del mese di agosto, vedono la partecipazione di gruppi folkloristici nazionali e internazionali.

Il grande spettacolo dell’acqua a Monteverde, è un evento, che si svolge dal 2006 nel mese di agosto, presso lo splendido scenario del lago S. Pietro a Monteverde. Giochi d’acqua, teatro, danze, magia e musica lo spettacolo narra la vita di S. Gerardo Maiella – Il Santo del Popolo. Infine a settembre, ad Aiello del Sabato si è consolidato il Fiano Music Festival, connubio tra vino DOCG e jazz di alta qualità.

A Torella dei Lombardi, paese di origine del padre del grande regista Sergio Leone, inventore del genere “spaghetti western”, si svolge il “Premio Sergio Leone”.

In inverno, invece ad Avellino, nel solco dello storico “Laceno d’oro – Festival del cinema neorealistico” voluto da Pierpaolo Pasolini, Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio si svolge il “Premio Camillo Marino”.